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Step 1 – L’iscrizione all’Università: lavoro o studio?

Parte oggi la pubblicazione “a puntate” di una Guida passo-passo per l’iscrizione all’Università. Cercheremo di chiarire i dubbi di tutti gli studenti, su quali siano i passaggi da affrontare, anche burocratici, per immatricolarsi correttamente in un Corso di Laurea.

Lo step di oggi è una premessa generale. Ci soffermiamo su quali sono le domande da porsi: se lavorare o continuare a studiare, la durata dei corsi di laurea, le prospettive di lavoro e quanto conta la passione per le materie di studio.

Se siete studenti dell’ultimo anno di scuola superiore, in questi mesi dovrete iniziare a riflettere seriamente su cosa fare dopo il diploma. Le possibilità, come ben capirete, sono poche:

  1. Vivere di rendita;
  2. Trovare un lavoro;
  3. Iscriversi all’Università.

Chiaramente le tre ipotesi non sono alternative, a meno che non siate particolarmente capaci, furbi o fortunati, da combinarle tra loro. Tralasciando la prima ipotesi, analizziamo le altre due.

– Trovare Lavoro

Come ben saprete la situazione lavorativa di questi anni non è particolarmente felice. Su scala globale e, soprattutto, su scala nazionale. I livelli di disoccupazione giovanile italiana, come ha ricordato l’Istat (l’Istituto Nazionale di Statistica), sono elevati: a novembre 2012 il picco ha registrato un record (negativo) del 37,1%. Tra i giovani appartenenti alla fascia 15-24 anni, 641mila rientrano nella categoria dei disoccupati. In sintesi, più di un giovane su dieci è disoccupato. Poiché su YouLaurea trovate un lessico che spiega i termini più importanti del mondo universitario, ricordiamo come per “disoccupato” si intende chi cerca attivamente lavoro e sarebbe disponibile ad iniziarlo entro le successive due settimane. Non più ottimista la situazione nell’Eurozona che, sempre a novembre del 2012, ha registrato il 24,4%.

Cosa vuol dire tutto ciò? Al di là della ovvia constatazione della diffusa situazione di crisi, è necessario interrogarsi seriamente sul come e dove muoversi dopo il conseguimento del diploma. Una buona scelta del percorso di studi universitario potrebbe rivelarsi utile per inserirsi nel mondo del lavoro, soprattutto nei settori in via di sviluppo.

 – Iscriversi all’Università

In generale appare sempre auspicabile la formazione di lavoratori specializzati e, come spesso accade, risultano particolarmente privilegiate le professionalità tecniche. È necessario quindi abbandonare l’idea di iscriversi ad un corso di laurea in discipline umanistiche? Per trovare lavoro dobbiamo necessariamente diventare Medici o Ingegneri?

Per alcuni anni, chi vi scrive si è trovato a dover dare queste risposte a studenti che chiedevano consigli sulla propria scelta universitaria. Ripropongo la risposta che diedi loro e che, nei vari incontri di orientamento universitari che ho avuto modo di seguire nel corso degli anni, ho riscontrato essere comune e sempre più valida: non scegliete l’università esclusivamente in base alle aspettative di lavoro. Per alcune semplici ragioni:

L'importante è laurearsi nei tempi giusti

Indipendentemente dal corso di laurea che sceglierai, l’importante è laurearsi nei tempi giusti

  1. Per conseguire una laurea è necessario studiare per almeno tre anni, più altri due per l’eventuale laurea magistrale; formula 3+2 che diviene 5 per i corsi a ciclo unico come, per l’appunto, Medicina e Chirurgia o Architettura. Da “qui” (cioè da quando vi iscrivete all’università) ai prossimi cinque anni il mercato del lavoro potrebbe essere totalmente sconvolto.
  2. È importante e necessario studiare bene e in tempi rapidi: pur riconoscendo le problematiche, personali e di studio, che qualunque studente può avere nel corso degli anni, è da sconsigliare il cosiddetto “soggiorno universitario”. Se un corso di laurea prevede una durata di tre anni bisognerebbe evitare di raddoppiarlo: impiegare sei anni per un corso di laurea che ne richiede la metà implica che quando conseguirete il titolo avrete un’età tale che renderà più problematico il vostro inserimento lavorativo.
  3. Come conseguenza dei primi due punti vi è il suggerimento “studiate ciò che vi piace”. Se vi iscrivete a Ingegneria Biomedica ma di studiare chimica, fisica, matematica ed elettronica non ne avete proprio voglia e intenzione, beh! è forse il caso che decidiate per un altro corso di laurea. Diversamente, a meno che non abbiate una grandissima forza d’animo, il risultato sarà che passerete i prossimi sei anni della vostra vita a guardare i colleghi di studio laurearsi mentre voi, probabilmente, sarete ricordati come “il vecchio della facoltà”. In quest’ultimo caso ci sarebbe sempre la remota possibilità che gli altri studenti firmino una petizione per farvi attribuire la laurea “sul campo” ma, come consiglio personale, non ci metterei il pensiero.

Quindi, prima di sfogliare tutti i corsi di laurea delle numerose guide presenti in edicola e online, ponetevi una semplice domanda: “cosa mi piace studiare?”. Quali sono le materie che vi appassionano? A scuola non vedevate l’ora che iniziassero le lezioni di matematica? La notte sognavate solo formule chimiche e non era un incubo? Vi piacciono le lingue straniere, magari quelle orientali, e vi piacerebbe apprenderle assieme alle culture di provenienza? Allora, prendete un foglio e dividetelo a metà con un tratto di penna.

Per semplificare la scelta, elencate le materie che vi piacciono

Per semplificare la scelta, elenca le materie che ti piacciono e dai loro un punteggio da 1 a 5

Elencate da un lato le materie che vi piacciono, dall’altro quelle che non sopportate. Poi prendete solo la colonna delle materie che vi piacciono e, se sono tante, iniziate a dare loro un punteggio da uno a cinque, intendendo con 5 il “mi piace moltissimo” e con 1 “mi piace pochissimo”. Al termine di questo esercizio prendete le materie che hanno avuto un punteggio superiore al 3 (o, se sono ancora tante, superiore al 4) e cercate i corsi di laurea che ruotano attorno ad esse.
Mettiamo il caso che emergano materie come “letteratura italiana”, “papirologia”, “archeologia”, la vostra scelta potrebbe essere il tradizionale corso di laurea in Lettere. Oppure “diritto”, “scienza politica”, “antropologia”: date uno sguardo a Scienze Strategiche. “Biochimica”, “microbiologia”, “alimentazione”: Scienza della Nutrizione. Sono solo alcuni esempi ma il “giochino” potrebbe aiutarvi a chiarire un po’ le idee.
E poi? È fatta? Siete pronti per iscrivervi?! Fermi dove siete!

Non abbiamo ancora finito. Settimana prossima affronteremo lo Step 2: gli obiettivi formativi!

Commenti (4)

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