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Città della Scienza

Da stanotte in Rete e fuori dalla Rete si registra un continuo flusso di solidarietà per quanto accaduto a Città della Scienza, distrutta da un incendio presumibilmente doloso.
Di ciò che da anni per la città di Napoli e tutta l’Italia è – come si legge dal canale Twitter @cittascienza – una “#Città di #Scienza per un #Mondo di #Conoscenze”, riconosciuta dall’Eurispes come una delle cento esperienze istituzionali e imprenditoriali di successo nel terzo “Rapporto sull’Eccellenza in Italia”: “Nostra Eccellenza”, le immagini della distruzione ci restituiscono sgomento e sofferenza.


Oltre ad essere il primo museo scientifico interattivo italiano, realizzato dalla Fondazione onlus IDIS, Città della Scienza rappresenta la “storia di un sogno a Bagnoli” come il titolo del volume di Pietro Greco, edito da Bollati Boringhieri, nel 2006.

Città della Scienza è una giovane comunità che vive e lavora in una vecchia fabbrica chimica, recuperata con elegante operazione di archeologia industriale e affacciata sul Golfo di Napoli, sotto la collina di Posillipo, tra Nisida e Bagnoli. La Città della Scienza non ospita solo il più grande e innovativo museo “hands on” d’Italia, uno dei più grandi e innovativi musei interattivi d’Europa, ma è anche un luogo, forse unico al mondo, in cui la diffusione informale e democratica del sapere scientifico diventa la leva per un nuovo tipo di sviluppo economico. La sua storia non è solo, dunque, una storia di successo della divulgazione scientifica ma è la storia della costruzione nel mezzogiorno d’Italia di un nuovo modello di sviluppo.

Città della Scienza ha fatto sognare milioni di bambini, ragazzi e adulti, un richiamo per tutti, con gli eventi organizzati ogni anno da uno staff appassionato ed esperto, i laboratori permanenti per le scuole, il Planetario, l’Officina dei Piccoli e con tutte le edizioni di Futuro Remoto e le attività del Teatro Le Nuvole (unico edificio risparmiato dalle fiamme), rendendola un’entità unica nel panorama scientifico italiano. Per sostenere la ricostruzione, #ricostruirecds, è possibile utilizzare il codice IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza, come indicato dalla Fondazione Idis Città della Scienza. Ci uniamo alle parole di Francesco Nicodemo nel suo contributo su L’Espresso, per sottolineare che la creazione di Città della Scienza ha significato

ridare vita ad un luogo attraverso la scienza, l’educazione, l’innovazione, là dove prima era l’acciaio, il rumore della fonderia, il fischio della sirena a scandire i tempi di Bagnoli, significava immaginare un futuro diverso per Napoli, fondato sulla società della conoscenza, su un rinnovato rapporto con il mare e con l’ambiente, su uno sguardo finalmente rivolto al futuro.

Per sperare che oggi non sia stato spazzato via un pezzo del nostro futuro.

Commenti (5)

  1. Nicola Servillo 6 marzo 2013, 16:04

    salve, non capisco perché utilizzate gli hashtag nel testo dell'articolo: "#Città di #Scienza per un #Mondo di #Conoscenze" mi spiegate a cosa dovrebbero servire?

    • Matteo 6 marzo 2013, 16:16

      Per un semplice motivo: non sanno nemmeno cosa fanno e quindi mettono tutto

    • Ilaria Merciai 6 marzo 2013, 16:16

      Gentilissimo, abbiamo fatto riferimento alla descrizione del canale Twitter di Città della Scienza, @cittascienza, ci scusiamo per non aver chiarito fin da subito questa caratteristica.

      • Nicola Servillo 6 marzo 2013, 16:21

        forse per chiarire meglio si potrebbe mettere il link al profilo twitter di città della scienza o i link agli hashtag

  2. Ilaria Merciai 6 marzo 2013, 16:25

    grazie per il suggerimento

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