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L’università tra test e innovazione

Ripercorrendo a ritroso il percorso da liceale che sta per volgere al termine mi son reso conto che questa che sta per concludersi è una tappa da ritenersi fondamentale nella mia vita come anche in quelle dei miei coetanei.

Gli esami sono sempre di più alle porte, così l’ansia e la tensione, unite al quotidiano stress da studio che ormai pervade le giornate, rendono questi ultimi giorni sempre più difficoltosi. Intanto, è comunque lecito pensare già alla propria scelta futura essendo, questa, di fondamentale importanza per il realizzarsi di un futuro tanto agognato.

Prima delle festività pasquali, in collaborazione con l’Università Federico II, nell’ambito della chiusura del progetto lauree scientifiche di matematica, gli insegnanti referenti di ogni liceo partecipante al suddetto hanno selezionato una schiera di cinque o sei alunni in grado di poter affrontare una sessione anticipata dei test che i corsi di laurea di area scientifica impongono per la supervisione delle competenze di base.

Con un punteggio adeguato, esso avrebbe permesso di bypassare i test di verifica delle competenze dando diretto accesso alla facoltà, già a numero aperto.
Tale sessione constava di una sezione di matematica di base (mat_base) per la quale era necessario lo svolgimento di 25 quesiti non propriamente semplici che spaziavano dalla geometria analitica al calcolo logaritmico e alla categoria del vero e proprio “gioco matematico”.

In novanta minuti, su una piattaforma online, il candidato avrebbe dovuto svolgere tale test e, a sua discrezione, avrebbe potuto aggiungere alcuni moduli addizionarii riguardanti le principali discipline scientifiche (sci_base): Chimica, Biologia, Scienze della Terra e Fisica.
Iniziativa, questa, volta giustamente a privilegiare una ristretta cerchia di studenti che hanno già in mente, più o meno, la loro idea sulla scelta universitaria essendo anche caparbi, magari più degli altri, nelle già citate discipline.

Peraltro, leggendo solitamente i quotidiani su Flipboard e spulciando le news anche su periodici cartacei come ad esempio l’Espresso, non troppo tempo fa mi sono imbattuto in un articolo intitolato: “Salvare L’Università”.
Esso, come catenaccio, riportava una scritta in cui si descriveva che le matricole erano in calo in questo periodo e che il mondo degli atenei sembrava davvero in crisi forse anche per il fatto che non sembra fosse visto come il vero locus in cui si produce il sapere dei giovani.

Otto grandi esperti si confrontavano al riguardo e, per non incappare in un post troppo lungo, cito solamente le massime di ogni intervistato per accendere, magari, un importante dibattito:

  • “È tutta colpa della politica”
  • “[L’Italia] Non è un paese per studenti”
  • “Basta Accademia”
  • “[Università] Fabbrica di Precari”
  • “Futuro global”
  • “Concorrenza sleale delle [Università] private
  • “Paghino i ricchi”
  • “Docenti a bassa produttività”

Vi ritrovate in alcune di queste massime?

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