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Media digitali e giovani: ne parliamo con Luca De Biase

Luca De Biase

Editor di innovazione al Sole 24 Ore e Nova24; editor della Vita Nòva, magazine per tablet. Presidente Fondazione Ahref, centro di ricerca sulla qualità dell’informazione nei media sociali. È docente di giornalismo e nuovi media in diverse università tra cui lo Iulm di Milano e Sciences Po di Parigi. Direttore scientifico della Digital Accademia, centro per lo sviluppo della cultura digitale, e Co-fondatore dell’associazione ItaliaStartup. Lavora con il Ministero italiano per lo Sviluppo economico in una task force dedicata a migliorare l’ecosistema delle startup innovative. Tra le sue ultime pubblicazioni “Scienze delle Conseguenze“, 40k edizioni. Per saperne di più, seguite il suo blog o il suo canale twitter.

L’avvento dei media digitali è stato definito come una rivoluzione del sistema sociale: le giovani generazioni,  “native digitali”, sono cresciute in un’era caratterizzata dalla convergenza mediale e dalla crisi economica globale. Lo sviluppo tecnologico non segue di pari passo quello economico e finanziario: nell’ “era dell’accesso” l’accesso al lavoro è ostacolato, complicato, difficile. Abbiamo chiesto a Luca De Biase se l’essere sempre connessi possa aiutare i giovani nella scelta del proprio percorso professionale.

[D] In qualità di presidente della Fondazione Ahref hai un osservatorio privilegiato sul rapporto tra media digitali e giovani: come credi che questa relazione influisca sui percorsi di formazione?

[R] Generalizzando, troppo. La strategia di memorizzazione viene modificata, affidando ai media digitali la registrazione e sviluppando una competenza maggiore per trovare le nozioni. Gli scambi e le letture sono più brevi. La concezione di apprendimento tra pari si fa strada accanto e, talvolta, al posto dell’apprendimento dagli insegnanti. Le forme narrative del video e dell’infografica prendono piede accanto e, talvolta, al posto dei testi.

[D] Nell’epoca in cui inserirsi nel mondo del lavoro è sempre più complesso, sapresti indicarci quali skills e quali abilità è necessario possedere per avere un profilo professionale adeguato?

[R] Oltre a tutto quanto è sempre servito e sempre servirà. Saper comunicare. Saper leggere con attenzione le proposte. Saper coltivare una credibilità personale.

[D] Come è cambiato il mondo della Formazione nell’era del web 2.0?

[R] Gli editori trovano nei professori, che si organizzano per sviluppare nuovi processi didattici e nuovi sussidi formativi, un competitore destinato a essere sempre più importante. La formazione informale assume un’importanza crescente. Le scuole e le autorità istituzionali dell’educazione devono accreditarsi costantemente dimostrandosi adeguate al compito imposto dalla contemporaneità.

[D] In un momento di costante evoluzione delle modalità di apprendimento e di circolazione dei contenuti scientifici quale dovrebbe essere il percorso formativo auspicabile per un giovane?

[R] Le discipline sconfinano e così dovrebbe avvenire per un percorso formativo generale. Le specializzazioni vanno rese flessibili. Ma all’apprendimento teorico va affiancato un insieme di esperienze pratiche. E soprattutto il panorama della formazione dovrebbe diventare il più possibile aperto alle esperienze internazionali. Anche quelle che si possono fare dal luogo in cui si vive, utilizzando la Rete.

[D] Nell’attuale contesto di crisi economica europea in che modo la scelta del percorso formativo incide sull’ingresso nel mondo del lavoro?

[R] Enormemente, ma non in modo sufficiente. I titoli accademici e formativi si devono accompagnare a esperienze pratiche per arricchire il curriculum.

[D] “Internet è uno strumento, sono gli utenti che decidono come utilizzarlo”: progetti come YouLaurea nascono all’insegna della condivisione e della circolazione libera di informazioni, fondamentale per orientarsi e per produrre contenuti, cosa ne pensi?

[R] L’orientamento all’utilizzo è importante. Le piattaforme che aiutano a condividere all’interno di progetti chiaramente orientati hanno maggiori probabilità di successo.

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