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Sanremo 2013: la musica tra giovani e Web

Sanremo è già sulla bocca di tutti. Ad un giorno dall’apertura dell’annuale kermesse musicale, stampa, tv e – ovviamente – anche il Web ne hanno già fatto uno degli “hot topic” della settimana. Il motivo risiede nel ruolo che il Festival della Canzone Italiana assume nel sistema culturale nazionale. È l’evento musicale della stagione ma anche un avvenimento di costume, che mette sotto i riflettori l’intero Paese, la nostra società, catalizzando l’attenzione della stampa italiana e estera. Lo scorso anno sono stati presenti gli inviati di 40 Stati e l’eco del Festival arriva sino alla Cina, Giappone e anche Sudafrica. Inoltre, è da sempre tema di analisi di sociologi e musicologi, sia per le implicazioni sociali che per tracciare una storia della musica. E questa sessantresima edizione, come sarà?


sanremotwit_420Il tentativo dell’edizione 2013 è quello di concentrarsi sui pezzi in gara e meno sul contesto nazionale, visto che alcuni candidati alle prossime elezioni, proprio per l’importanza che il festival riveste, avevo proposto di spostarlo per non distogliere l’attenzione mediatica dalle tribune elettorali. Ma probabilmente anche quest’anno Sanremo calamiterà la scena mediatica tradizionale e la Galassia web: non solo stampa e tv, ma soprattutto social network. In linea con la vocazione al commento televisivo che sembra contraddistinguere Twitter, definito un “telecomando social per scegliere i programmi“, lo scorso anno l’hashtag – i temi più discussi su Twitter – #Sanremo è stato la tendenza maggiore, uno dei topic più commentati su Facebook e più ripresi dai blog. Le maggiori testate online hanno già preparato delle sezioni speciali: Corriere.it ha i suoi giornalisti in Riviera che twittano dietro le quinte e La Stampa.it ha organizzato uno Speciale SanRemo con le sue migliori firme.

Anche la Rai si è accorta del ruolo delle Rete non solo come cassa di risonanza ma anche come raccolta di consensi e nel 2012 ha avviato l’iniziativa “Sanremo Social“: un contest online sulla propria pagina Facebook. In 62 edizioni, è stata la prima volta che il social network creato da Mark Zuckerberg è stato coinvolto nei meccanismi di selezione. Di tutti quelli che si sono candidati sulla pagina, 60 si sono esibiti in un’unica giornata, nell’ambito di una maratona di nove ore, e infine 4 hanno avuto accesso alla sezione “Giovani”. Tra loro c’è stato poi il vincitore del Festival, Alessandro Casillo, di soli 16 anni, che è risultato il più votato sui social network.

Se Sanremo rappresenta la società italiana, come affermato dalle decine di saggi e approfondimenti sul tema di numerosi autori, la rappresentazione televisiva è un po’ viziata e non proprio realistica: in un quadro nazionale contraddistinto dalla classe politica più anziana d’Europa e da un tasso di natalità pari a 1,42, il Festival dà molta visibilità ai giovani cantanti, anche grazie al traino dei talent show. Negli ultimi anni la manifestazione è riuscita a guadagnare nuovamente l’interesse giovanile grazie ai nomi che provengono da programmi televisiv come Amici o XFactor. Molte sono state le polemiche che hanno accompagnato questo criterio di selezione, già dagli anni scorsi, ma è innegabile affermare che l’interesse verso questo tipo di discografia – molto attenta alla componente emozionale e alla capacità comunicativa – ha riportato attenzione su una manifestazione che rischiava di perdere appeal. Negli ultimi anni, il Festival era divenuto soprattutto una delle maggiori vetrine per l’alta moda, fonte di visibilità per gli stilisti che vestono presentatori e cantanti, luogo dove celebrare una musica âgé o dissacrare, con piccoli e grandi scandali, il costume nazionale. Del resto, la storia della manifestazione è costellata di alti e bassi, sia nel gradimento che nell’organizzazione, e ha visto mettere in discussione tutto, persino il luogo in cui si svolge, che dà il nome alla kermesse e che è più di un mero contesto geografico nei sessantanni della manifestazione, come ripercorso dal documentario a puntate trasmesso in questi giorni su Rai Storia.

La tendenza è stata invertita recentemente sia per le scelte dei cantanti partecipanti e anche grazie al corto circuito scaturito dalla Rete: ormai non si può più distinguere se determinati personaggi sono scelti perchè interessanti o perchè creino interesse su di sé, portando spettatori e follower. I social network diventano la cassa di risonanza del Festival e gli spettatori diventano attori in un gioco sempre più esteso sulle social tv: oltre all’auditel probabilmente si dovrà parlare del numero di re-tweet e commenti per giudicare l’indice di gradimento e di fedeltà al programma. Oltre a Facebook e Twitter, la novità interattiva di quest’anno pensata dagli autori è “Racconta il tuo festival“: un’area dedicata in cui registrarsi per rispondere ad alcune domande e confrontarsi: ma numerosi altri luoghi di discussione virtuale sono già pronti. Inoltre, i singoli cantanti, e lo stesso presentatore Fabio Fazio, non fanno che aggiornare continuamente i loro canali social per raccontare, già da mesi, tutto ciò che concerne la manifestazione: dai testi agli umori, dalla lista dei big agli incontri in albergo. Il rapporto col pubblico cambia: se in questa edizione non c’è il televoto, sulla cui imparzialità vi sono stati troppi dubbi, c’è però un filo costante dall’organizzazione. I presentatori Luciana Littizzetto e Fazio aspettano il pubblico in videochat, ma soprattutto, chi sarà connesso sul sito web del Festival potrà godere di contenuti esclusivi: le dirette dalla Green Room del Teatro Ariston, seguire le prime reazioni finita la diretta televisiva e i primi commenti della serata insieme agli artisti e agli utenti connessi, che potranno intervenire inviando domande e osservazioni. Insomma, il vero, primo esperimento di Social Tv della Rai passa ancora una volta da SanRemo. Per sapere se il tentativo sarà davvero riuscito, non bisogna fare altro che aspettare martedì 12, accendere la tv e connettersi: oltre alla tv, il luogo di osservazione principale per questo Festival sarà davvero la Rete.

 

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