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Teenager e Web: gli adolescenti in Rete

Sono stati diffusi in questi giorni i dati della ricerca commissionata da McAfee, società di sicurezza informatica, e condotta da Atomik Research in sei paesi Europei (Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Italia) sulle abitudini di consumo digitale dei teen ager e sulla conoscenza dei genitori dei loro comportamenti.

L’attività dei giovani sul Web è un tema sempre più centrale nelle analisi sociali e culturali di un paese, anche da parte della stampa internazionale. Un’azienda di sicurezza informatica ha commissionato all’istituto di ricerca Atomik Research un’indagine sul rapporto tra teenager e Web, ponendo domande sulla tipologia di siti visitati dagli adolescenti dei principali paesi europei. Il quadro emerso mostra come variegati siano i comportamenti scorretti che i giovani navigatori intraprendono: dai più banali – come cercare le soluzioni dei compiti online – a quelli più complessi e pericolosi, come l’acquisto di droga, alcol e farmaci. Altre pratiche d’uso appartengono alla sfera della sessualità: il 26,5% dei ragazzi italiani ammette di caricare sui social network proprie foto in pose sexy mentre il 23,5% cerca immagini porno.

I comportamenti dei teen ager sul Web sono indubbiamente sconvenienti, ma è opportuno ricordare come la tendenza verso quelli che potrebbero essere considerati comportamenti devianti è tipica degli adolescenti: ciò che appare particolarmente interessante è quanto tale tendenza sia ignorata dai genitori, i quali si mostrano convinti di essere a conoscenza di quali siano le pratiche di uso del Web da parte dei propri figli (44,2%). Ciò che i genitori non sanno è che più della metà dei ragazzi italiani (54%) nasconde la finestra del browser appena un genitore entra nella stanza mentre che il 38,8% ha l’abitudine di cancellare anche la cronologia del proprio browser; a ciò si aggiunga il 28,7% di utenti giovani che accede alla Rete da fuori di casa.

L’indagine rileva anche come i genitori che tentano di arginare i comportamenti devianti su Web siano relativamente pochi: il 24% dei genitori ha impostato le funzionalità di parental control sul dispositivo mobile dei figli adolescenti e il 18,4% conosce la password dello smartphone/tablet dei propri figli; quasi tutti però sembrano ignorare il problema dei dati personali che gli stessi giovanissimi pubblicano online su profili social e blog.

Tuttavia, la ricerca rischia di demonizzare il Web e l’attitudine naturale dei nativi digitali ad usarlo: quello che forse manca, in famiglia ma soprattutto nelle scuole, è uno spazio educativo alle culture digitali per i ragazzi e un’alfabetizzazione digitale diffusa per i genitori; oltre a luoghi, virtuali e reali, di incontro e confronto sulle nuove tecnologie e il loro uso.

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