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Sistemi educativi e tecnologie: i programmi Unesco

Sul rapporto tra tecnologia e apprendimento, educazione e globalizzazione, life long learning e nativi digitali, si interrogano saggisti, scienziati e istituzioni come l’Unione Europea e l’Unesco. Le Università sono parte di questo dibattito, in quanto enti formatori per eccellenza, depositari  di cultura e storia e allo stesso tempo alfieri di scienza e progresso. Molte sono le domande a cui occorre dare delle risposte: Come articolare gli obiettivi dell’apprendimento oggi? La globalizzazione implica la standardizzazione? Quali sono le tendenze di riforma nei sistemi educativi in tutto il mondo? Quanto sono importanti i fattori sociali per l’apprendimento? Per provare a rispondere a simili questioni il 25 novembre, presso il suggestivo scenario della città di Barcellona, l‘Unesco Chair in e-learning ha organizzato l’annuale seminario sull’educazione, dal titolo “Transformative Changes in Education: System-Wide Approach“.

Il Seminario si è svolto presso l’e-Learn Centre dell’Universitat Obierta de Catalunya (UOC), sede dal 2002 della Unesco Chair in “matière d’applications des technologies de l’information à l’éducation, e-learning”. Le Unesco Chair sono state istituite nel 1992 per seguire le decisioni più rilevanti nell’ambito di alcune discipline. Il programma Unesco Chair è concepito come un mezzo per favorire ed avviare la ricerca e lo sviluppo dei programmi di alta formazione costruendo una rete di Università e incoraggiando la cooperazione tra esse attraverso il trasferimento della conoscenza.
Il Seminario ha visto la presenza di numerosi partecipanti, provenienti dalle Universià e dalle scuole secondarie di tutto il mondo: Regno Unito (Newcastle University, Open University, Wolverhampton University, York St John University), Stati Uniti (Harvard Graduate School of Education, College of Education at the University of Oregon and Centre for Advanced Tecnology – CATE), Spagna (Universitat Obierta de Catalunya, Col.legi Montserrat, Universidad de Alicante) e Italia (Università Federico II di Napoli).
Il convegno si è posto come obiettivo la discussione e il confronto interdisciplinare sui sistemi di apprendimento “estesi”, dal punto di vista geografico, sociale, culturale.

In riferimento alla situazione geografica, Azra Naseem ha spiegato come l’e-learning riesca a standardizzare l’apprendimento all’interno della loro Università, che ha varie sedi nel mondo, e a renderlo semplice e fruibile per tutti. Per l’aspetto sociale, invece, il progetto relativo alle scuole low cost in Sudafrica, introdotte da James Tooley è stato esemplificativo: infatti, la rivoluzione dell’istruzione a basso costo presso le scuole private sta cambiando profondamente i processi educativi dei paesi in via di sviluppo. Nelle periferie urbane delle megalopoli del Sud del mondo i bambini delle scuole private costituiscono la maggioranza degli individui in età scolare e, anche nelle zone rurali, una consistente minoranza di genitori di rivolge alle scuole private. La ricerca presentata ha dimostrato che tali bambini ricevono un formazione più ampia rispetto ai coetanei delle scuole pubbliche e che le scuole private a basso costo sono in genere finanziariamente sostenibili, fornendo di fatto una soluzione alla carenza di istruzione per tutti.

Importante, infine, l’aspetto culturale, come emerso dalle due esperienze presentate durante il convegno: Rosanna De Rosa ha illustrato la piattaforma Federica, del progetto Campus Virtuale, in cui l’accesso libero e gratuito ai corsi dell’ateneo federiciano permette a tutti di accedere, digitalmente, ad un ampio bagaglio di conoscenza scientifica, nell’ottica dei contenuti liberi, aperti e gratuiti promossi dall’Unione Europea e dall’OER. Il Col.legi Montserrat ha presentato la rivoluzione architetturale operata nei luoghi dell’apprendimento della loro scuola secondaria: spazi aperti e flessibili devono caratterizzare l’ambiente di una scuola che segue la visione di Gardner riguardo l’approccio educativo, tale per cui la personalizzazione, l’apertura, l’interdisciplinarietà e l’innovazione si caratterizzano sempre più come chiavi dell’apprendimento di oggi e del futuro.

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