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Il ricordo della Shoah – il giorno della memoria

Lo sterminio del popolo ebraico, più comunemente ricordato come Shoah o Olocausto, viene oggi ricordato con il “Giorno della memoria”, il Tag des Gedenkens, in numerosi Paesi d’Europa.
Pagina più cupa della storia moderna e della Seconda Guerra Mondiale, in Italia si celebra il 27 gennaio, in coincidenza con la data in cui, nel 1945, l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz. Una giornata per non dimenticare, “affinché simili eventi non possano mai più accadere” (legge n. 211/2000). Ripercorriamo le tappe più significative della storia, con il contributo di Lucia Valenzi (docente di Storia Contemporanea dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente della Fondazione Valenzi) ed Emilia D’Antuono (docente di Filosofia morale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II).

80 anni fa, il 30 gennaio 1933, per nomina del Presidente Hindenburg, Hitler diviene cancelliere della Germania, il Reichskanzler. Inizia così quello che sarà definito il dodicennio nero nazista (1933-1945).
I primi segnali della persecuzione degli ebrei si registrano dapprima con la loro eliminazione dalla vita pubblica e la proibizione dei matrimoni misti, successivamente con la promulgazione delle leggi razziali di Norimberga del ’35 e la distruzione delle sinagoghe nel ‘38. Ma, soprattutto, con l’istituzione di “campi di lavoro”, come a Dachau (aperto già nel ‘33) in cui iniziano le torture che porteranno alla definitiva nascita dei campi di sterminio. La data in cui si acutizza la tragedia – per riprendere anche il pensiero del poeta Paul Celan – è il 20 gennaio 1942 quando, con la conferenza di Wannsee, vicino a Berlino, il regime programma la “soluzione finale della questione ebraica“, l’Endlösung der Judenfrage, ovvero un’organizzazione sistematica per l’eliminazione “in scala industriale”.

I nomi dei campi di concentramento – come si legge nel volume di Paolo Viola, Storia moderna e contemporanea: il Novecento – vengono così “scolpiti nella coscienza europea, per aver inghiottito sei milioni di suoi concittadini votati alla morte unicamente per la loro appartenenza etnica”.

Hitler e Hindenburg

Adolf Hitler e il Presidente Hindenburg Photo credit: National Archives, courtesy of USHMM Photo Archives

Il 27 gennaio 1945 i cancelli del campo di Auschwitz vengono finalmente abbattuti ed è questa la data simbolo in cui in Italia, con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, si celebra ogni anno il “Giorno della memoria”, il Tag des Gedenkens: per non dimenticare la Shoah, quello che ha significato per le vittime, per i carnefici, per coloro che sono rimasti a guardare e per coloro che hanno sacrificato la propria vita per salvarne altre. Un monito per le generazioni presenti e future.

Il tema di quest’anno è la Resistenza, in coincidenza anche con il 70° anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia, avvenuta nel 1943.

«Le incommensurabili dimensioni e la potenza distruttiva della Seconda guerra mondiale sono proprie di un secolo che è stato definito “il secolo delle masse” – spiega Lucia Valenzi, docente di Storia Contemporanea dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente della Fondazione Valenzi. La Fondazione quest’anno organizza la quarta edizione di “Memoriae” con numerosi eventi in Campania dedicati al ricordo della Shoah – folle di individui, non liberi protagonisti del proprio destino, ma manipolati, irregimentati e privi di autonomia perfino nella sfera familiare, intima, biologica. La cosiddetta “biopolitica” di cui il razzismo e la Shoah sono espressione. L’immenso tormento e massacro di milioni di corpi umani nel cuore della civiltà industriale avanzata (sterminio non solo di ebrei ma di oppositori politici, disabili, rom, omosessuali ecc.) ha ferito così profondamente l’Europa che, anche se sono passati circa settant’anni, non ci è concesso di smettere di ricordare e riflettere su questa cesura storica» (su questi temi si vedano le lezioni della Prof. Valenzi “Nazismo e antisemitismo“, disponibili gratuitamente su Federica Web Learning – ndr).

Estratto della legge n. 211, del 20 luglio 2000

«La dimensione pubblica della memoria è indispensabile per riannodare il filo della vita, ritessere la trama dell’Humanitas, gettare un ponte tra le generazioni – afferma Emilia D’Antuono, docente di Filosofia morale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che oggi interviene al convegno: La scienza asservita. Il “Manifesto della Razza” –  e per impedire “vittorie postume” alla “filosofia dell’hitlerismo”, alla teoria e alla prassi del  fascismo. L’immane, mai pienamente elaborabile tragedia della Shoah, che è indubitabilmente evento fondatore della rinata civiltà europea, la civiltà dei diritti dell’uomo, delle Carte della dignità, della nostra stessa Costituzione, ci vincola all’imperativo della memoria, come condizione del perdurare dell’identità dell'”umano”, disegnata dal secolare travaglio della civiltà. La ricorrenza del 27 gennaio deve comporre il più possibile nella sua interezza il mosaico della memoria, facendo della storia ancora “sommersa” di tante vittime – ebrei, rom, disabili, omosessuali, oppositori, con e senza armi, del nazismo e del fascismo – una storia “salvata” che resti cuore pulsante del presente e del futuro».

Per approfondimenti e spunti

Quest’anno ricorre il tredicesimo “Giorno della Memoria” e numerose sono le iniziative organizzate in tutta Italia. Il Miur ha organizzato il viaggio della memoria il 20 e 21 gennaio a Cracovia, Auschwitz e Birkenau, con l’Unione delle comunità ebraiche di Roma, Ucei, per i ragazzi delle scuole superiori, arricchito anche dalla firma del Memorandum d’intesa tra il Ministero della Giustizia della Repubblica Italiana e l’Ucei per sostenere una sempre maggiore conoscenza delle sofferenze inflitte al popolo ebraico.
Particolarmente fitto risulta il programma delle attività previste dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Regione Toscana, oltre agli eventi segnalati da Governo.it o quelli patrocinati dall’Ucei.
Tra le risorse disponibili online si segnala la raccolta di fotografie e documenti, frutto della collaborazione Google Cultural Institute con il centro mondiale per la documentazione, la ricerca, l’istruzione e la commemorazione dell’Olocausto, Yad Vashem.
Si consigliano, inoltre, i documentari di Rai La Storia Siamo noi e Rai Scuola, oltre allo speciale Tg1 Storia del 21 gennaio 2013, con intervista a Piero Terracina e Sami Modiano, sopravvissuti ad Auschwitz, a cura di Roberto Olla.
Interessanti anche i percorsi di lettura, visione e ricerca a cura della Biblioteca comunale Silvano Ricci di Roma e quelli didattici della Fondazione CDEC.
Tra le più recenti pubblicazioni sul tema, invece, si segnala “Un sacchetto di biglie“, graphic novel di Vincent Bailly e Kris, edito da Rizzoli e basato sull’omonimo romanzo di Joseph Joffo; nelle sale italiane è in distribuzione il film In Darkness, ambientato nella Polonia occupata dalle forze naziste e candidato agli Oscar come miglior film straniero.

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